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martedì 15 aprile 2014

Perchè la crisi è la crisi ....


Ah la crisi…. Son mesi e mesi che il lavoro latita come un politico italiano a cui han scoperto qualche villone da 4 miliardi sull’isola di pasqua scaricato come “spese di rappresentanza”. Quindi per noi poveri impiegati (leggi: plebaglia) si pone un dilemma : dire al capo : “non ho niente da fare” e rischiare di essere lasciato a casa in ferie che non hai ancora maturato, oppure fingersi impegnatissimo e anche un po’ scocciato quando gli si chiede un preventivo urgente?

Ovviamente è sempre meglio propendere per la seconda ipotesi, perché l’onesta al lavoro non paga mai..

Quindi l’impiegato moderno è super impegnato a sembrare impegnato.
Ma avete idea di quanto sia complicato?

Prima di tutto bisogna avere lo sguardo intelligente mentre si osserva lo schermo (il che già di per se per me è una cosa molto difficile), far scorrere gli occhi e non fissarsi in modo catatonico tipo Alice nel paese delle meraviglie , fingere di scrivere quindi fare del rumore con la tastiera del computer, imprecare ogni tanto per qualche mail arrivata (ovviamente inventata dal momento che nonostante i 40 clic al secondo sull’icona invia/ricevi non arriva nulla)e inventarsi delle conversazioni telefoniche mentre dall’altra parte senti solamente tututututututututtutuutututututu

In pratica ci vuole una laurea in cazzeggia mento.
E in arti drammatiche.

Una volta mi han detto: oh ma che brava riesci a scrivere senza guardare la tastiera? Ovviamente la mia risposta è stata “ho fatto dattilografia al liceo”… … … e altrettanto ovviamente la risposta corretta sarebbe stata “sto schiacciando tasti a caso e non sto scrivendo nulla, per forza non ho bisogno di guardare ….”

C’è gente che è talmente esperta in materia che riesce a diventare quadro e a prendersi il mio RAL come stipendio mensile non facendo veramente un cazzo tutto il giorno.
Dovrebbero aggiungere una sottocategoria ai quadri: QUADRI GDF (Geni Del Fancazzismo)
Io dal mio lato dopo un po’ mi annoio quindi apro google e cerco tutto quello che mi passa per la testa per ampliare la mia cultura generale:

come leggere le istruzioni di montaggio di un mobile ikea
che temperatura c’è alle Bahamas a Febbraio
come far andar via un livido più velocemente
quali malattie mortali posso avere se ho mal di testa e mi si seccano le lenti davanti al pc (e vi assicuro che sono tantissime …)
come diventare quadro GDF in 4 semplici mosse
come lanciare un elastico al collega senza distruggerti un dito
 

A fine mese mi laureo.
 

Smi

mercoledì 6 marzo 2013

SI vs. NO (pensieri inutili autostradeggiando)


Stamattina in coda in autostrada riflettevo sull’utilità e il fastidio di alcune cose  … la pioggia, la temperatura,il luogo l’orario e il sonno mi hanno fatto optare per questa classifica :

Cose utili (in auto, in autostrada, alle 7 di mattina) :
1-  telepass
2-  forbicine e limetta
3- iphone

 Cose fastidiose ( sempre in auto, in autostrada, alle 7 di mattina):
1- il pelo solitario sotto il mento
2- il reggiseno
3- lo yogurt senza il cucchiaino

 Ovviamente a supporto della classifica c’è una documentazione enciclopedica e un ragionamento degno de “Il milionario”. Vi spiego.

E’ indubbio che il telepass sia comodo perché salti la coda per prendere il biglietto e per pagarlo e l’incapacità dello sfigato ingabbiato che prende i tuoi soldi. Eppure visto il numero di camion che ci sono in autostrada la mattina, di cui molti provenienti da fuori Italia per cui non sono pratici, stanno a cavallo tra due caselli, cambiano casello, suonano campanelli a caso e scendono a passeggio, vi assicuro che non sempre quelle 2 corsie di telepass a fronte di 6 biglietti (o viacard) risultano le più lente.
Per cui per 15/18 minuti erano in vantaggio forbicine e limetta di un buon 60/65 % (di cui 25% provenienti da twitter, 25% da facebook, 15% dal televoto, 15% per alzata di mano, 20% per acclamazione dalle macchina in cosa attorno a me), ma poi c’è stata un insospettabile rimonta all’atto di uscire dal casello.

Vi spiego : se tu comune mortane nella tua aygo da passeggio una volta uscita dal casello devi girare tutta a destra e prendere la prima uscita verso Bergamo, mentre tutto il resto del mondo deve fare mezza/trequarti di rotonda e andare in direzione opposta succede che stai li in mezzo alle balle per quei 10/15 minuti mentre fior fior di macchinoni ti passano dappertutto senza che tu riesca a muoverti di 1 mm… e quando ci riesci c’è un cazzo di camion del bartolini che è uscito dal telepass, si è buttato in mezzo alla rotonda e blocca completamente la tua uscita. Al chè hai due possibilità : scendi lo picchi e gli sposti quel cazzo di coso rosso immenso, oppure al grido di “op op gadgetmobile” fai spuntare le molle alla tua aygo e gli passi sopra.

In quei 10/15 minuti decidi che il telepass è la cosa più utile di questa terra perché così ti ritrovi già in quella cavolo di corsia di estrema destra che ti salva la vita e la timbratura entro le 8.31.
La accendiamo?
La accendiamo. Viva il telepass.

 (se questa argomentazione vi è sembrata leggerina aspettate di sentire quella della cosa più fastidiosa)


Ebbene… facciamo un passo indietro in quel tratto cormano-sesto in cui sono stata ferma giusto quella mezzoretta a causa della  “sindrome da anziano col cappello e le braccia dietro la schiena”,che è intrinseca ad ognuno di noi.  In pratica c’è stato un incidente… ma sulla corsia in senso opposto, per cui noi stavamo fermi immobili perché la gente idiota rallentava per guardare….

Ora.. oltre al nervoso e alla voglia di uscire con un fucile dalla macchina e far circolare la gente ..
Capita che soffocata dalla noia e dall’impazienza una, dopo essersi fatta le unghie, si passi per caso la mano sulla faccia e senta qualcosa che punge sotto il mento.

Una rapida occhiata allo specchio rivela che quel fastidiosissimo unico pelo che a intervalli irregolari e soprattutto a tradimento, abbia deciso di spuntare in quell’unico momento in cui sei sprovvista di pinzetta. Ieri sera non c’era! Un ora prima mentre ti lavavi i denti si nascondeva , lo stronzo.

Ma adesso, adesso che sei impotente, impreparata, in mezzo alla gente, tac… spunta fuori già lungo quei 5 mm., nero, pungente….

E tu impazzisci, te lo toglieresti a morsi ma essendo sotto il mento ti risulta più difficile del passatempo di Dannunzio prima di levarsi due costole, provi con le unghie ma ti fai dei solchi nella pelle da fare invidia a un contadino che ara la tessa per seminarci il granoturco. Ma non ce la fai.. non puoi lasciarlo stare. Lo guardi nello specchietto…. Riguardi cercando di coglierlo di sorpresa e di fargli mostrare il fianco. Fischietti e riprovi a prenderlo con le dita, cambi stazione radio sperando di trovare dei consigli utili…. E poi la coda si dilegua e tu riprendi a guidare ma invece della mano sul cambio la teni perennemente sul mento…. Tastando… grattandoti…

Te ne freghi dell’autovelox e tieni il piede bello calcato sull’accelleratore per arrivare in ufficio il prima possibile e risolvere il dramma.
Arrivi
Timbri
Sali le scale di corsa, apri il cassetto,prendi la pinzetta, vai in bagno, lo vedi lo punti lo prendi e tiri….
E lo stronzo si rompe.

E tu sai già che passerai i prossimi 2/3 giorni aspettando che si riaffacci per poter ripetere l’operazione… ansiosa… trepidante… irritabile…

 

Smi

venerdì 15 febbraio 2013

Harry Potter era un avvocato


Sottotitolo : la fantastica avventura di un profano in tribunale

C’era una volta molto molto molto lontano un giovane uomo inconsapevole del mondo che lo circondava, che viveva nella sua casetta di mattoni rossi. Un giorno gli venne notificata una raccomandata verde che gli costò, nell’ordine :
×           un paio di bypass dovuti alla preoccupazione di qualche autovelox  preso chissà dove;
×           un tic nervoso all’occhio per aver realizzato che la macchina gli era stata rubata 8 anni prima;
×           mezza giornata di permesso non retribuito per recarsi in posta a ritirare la raccomandata
×           un esaurimento nervoso perché alle poste sostenevano che la raccomandata era stata ritirata  dal vicino di casa e invece ce l’aveva il postino sul fondo del bauletto della moto
×           un altro paio di bypass dovuti alla scoperta di essere stato citato come testimone al processo del ladro della sua macchina in corso al tribunale di un paese molto molto molto più lontano di lì, in un luogo dove era possibile recarsi sono con l’auto… che non aveva
×           un tic nervoso al piede per il ricordo del furto della macchina.

Preso atto dell’obbligo di comparizione, il nostro amico, che per rispettare la sua privacy chiameremo Giangiacomo, si misein moto per trovare una soluzione e chiedere un giorno di ferie per potersi recare in questo posto dimenticato da dio, che per rispettare la sua privacy chiameremo Culandia.

La sera successiva, rientrando a casa dal lavoro Giangiacomo trovò nella posta un altro avviso di raccomandata, che gli costò, nell’ordine :
×           un tic nervoso al labbro superiore per estremo odio nei confronti del postino
×           12 punti alla mano destra che per evitare di aggiungere altri bypass ha usato per placare la sua ira spezzando legna per il camino a mo di Bruce Lee
×           Mezza giornata di permesso per passare in posta a ritirare la raccomandata

Per poi aprirla e trovare una lettera che diceva che il giorno prima gli era stata recapitata una raccomandata dal tribunale di Culandia contenente una richiesta di comparizione.

Questa volta si contenne e per calmarsi raccolse a mani nude circa 7/800 kg di ortica selvatica da offrire al Dio delle città, e dell’immensità delle terre di molto molto lontano.

 Passarono i giorni e arrivò il momento di recarsi in Culandia per presenziare all’udienza. Giangiacomo si preparò studiando tutti i possibili modi per viaggiare, optando per il mezzo più economico e pratico disponibile in città : la cerbottana gigante. Sfiga vuole (Dea Greca nota per la sua capacità di rompere i coglioni nel momento meno opportuno) che la mattina prima inizi a nevicare. Verde.
La cerbottana è un mezzo altamente comodo, veloce e semplice da usare, che però va a gasolio. Nevicando verde, il motore si ingolfa e ci vogliono almeno un paio di giorni perché possa ripartire.
Decise  quindi di optate per l’unico altro metodo a sua disposizione : il triciclo a scoppio. Distribuì  per tutta la città delle enormi cisterne per raccogliere la neve verde, in modo da avere abbastanza carburante per andare e tornare da Culandia e la mattina successiva si mise in strada alla buonora.

5 paia di scarpe dopo, oltre a parecchie ore, arrivò in Culandia e si presentò al tribunale., dopo aver comunicato  la sua presenza a un addetto si sedette  in sala d’aspetto.

Probabilmente, essendo le condizioni atmosferiche avverse, in quello stesso tribunale avevano trovato rifugio diversi profughi del circo di Moira Orfei. C’erano infatti in quella saletta le più svariate creature che Giangiacomo avesse mai visto :

la donna rompicoglioni dalla voce stridula
La pentola di fagioli umana
Il vecchio che commenta i lavori in strada
Il bauscia festaiolo urlante
Il dodo
Il gatto il topo l’elefante solo non si vedono i due leocorni

 Mentre Caronte usciva e entrava da una porta controllando i presenti, sospirando e tornandosene da dove era venuto talmente tante volte e passando sempre sopra i suoi stessi passi, che ormai nel pavimento c’erano le impronte scavate di almeno una decina di cm rispetto al cotto veneziano, Giangiacomo piantò due fagioli magici in un buco del terreno, li bagnò con un po’ di verde avanzata dal viaggio, parlò dolcemente alle piantina nascenti, tolse le foglie morte, mise del concime naturale (sorvolerei sul tipo e le modalità) le raccolse, le fece seccare al sole e si fece una canna.
Fece appena in tempo a finirla quando Caronte lo chiamo è gli disse che era il suo turno… veramente lui non se ne accorse, fu la piantina a toccargli dentro riscuotendolo dalle sue fantasie e facendogli notare che Caronte lo guardava insistentemente..

Giangiacomo si alzò ed entrò in aula, con quell’aria persa di un gatto che esce dal trasportino nello studio del dentista e si trova in uno stato d’animo misto tra il timore e la curiosità.. si guardò in giro rapido, ma attento, mentre Caronte gli diceva di andare a sedersi al tavolino posto li in mezzo con un microfono davanti. Avanzò allora con passo lento e guardingo, la coda tra le gambe e le orecchie tirate indietro, buttò un occhio al Giudice, con occhiali severi ed un maestoso mantello nero da cui spuntavano enormi corde dorate simili a quelle delle tende di casa di sua nonna, e uno agli avvocati comodamente svaccato dietro una sorta di scrivania in legno scuro, mezzi coperti da enormi fascicoli e da un mantellone aperto simile a quello del giudice.

Si sedette, si avvicinò al microfono trattenendosi a stento dall’istinto di picchiettarci sopra col dito dicendo “uno due tre prova se..se…se..” e poi alzò lo sguardo verso un ometto con le cuffie che scriveva veloce sulla tastiera di un pc.

“Bene”, pensò “come sono finito sul set di Harry Potter?”

 

Smi

venerdì 8 febbraio 2013

One way …. Or another !!!


Per la rubrica - come vivere pericolosamente-  oggi abbiamo in studio la protagonista assoluta della categoria over : - se una cosa deve capitare a qualcuno a caso stai pur sicuro che capita a me- : IO.

Ebbene sì, lo ammetto: mi piace vivere pericolosamente. Oh Dio vivere.. diciamo sopravvivere.

 Il problema è che non sono un acrobata drogata di adrenalina per cui mi alzo una mattina e mi butto in autostrada contromano a luci spente a 170 km/h, ma è che se io una mattina mi metto in autostrada normalmente, quella mattina Dio ha deciso di cambiare il senso di marcia senza avvisarmi, mi ha fatto bruciare tutte le lampadine e ha moltiplicato i cavalli della mia aygo.

 In pratica, come insegnava la mia prof di matematica mentre io stavo seduta fuori dall’aula per aver mangiato pop corn durante la lezione, cambiando gli addendi il risultato non cambia : comunque vada qualcosa capita.. per forza.
Per cui capita che mi entrano dei ladri in casa, mi rubano un cellulare aziendale per cui devo obbligatoriamente fare denuncia, mi traumatizzano i gatti e fanno un discreto numero di danni. 8 anni dopo magicamente arriva una notifica del tribunale di Sondrio (a due passi proprio) che è stato avviato un processo alla Sig.ra Donna Ladra. Un anno dopo mi chiamano come testimone. Ora del processo : 9.30. Distanza 150 km + 150 per il rientro. Giornata lavorativa : ferie. Tempo previsto: NEVE. Ovviamente un comune mortale che sia maggiorenne, non si sia fatta Silvio (bleeeee) e sia italiana deve per forza presentarsi. E per cosa?
Non ero in casa quando mi ha derubato. Non o una foto o un elenco esatto di cosa mi ha rubato. Non ho la denuncia. Non ricordo neanche come era il mio cellulare aziendale nel 2005 ma sicuramente sarà stato un sagem dal valore commerciale inferiore alle 10 euro di tessera tim che avevo dentro.

Potendo, scommetterei che alla fine della giornata in galera ci finisco io, di fianco a Corona che mi spiegherà come cavolo gli è venuto in mente di scappare in Portogallo invece che in Messico come in tutti i film  che si rispettino.

 Ma… ammesso e non concesso che la morte sia una giusta causa per poter evitare di testimoniare, ci sono degli ostacoli da superare per arrivare viva a martedì.

Uno o più al giorno direi.
Ieri ad esempio torno a casa dal lavoro dopo solo 1 ora e mezza di macchina, e mi metto a cercare parcheggio. Con naturalezza entro nella via a senso unico dal lato giusto e cerco parcheggio. Un po’ sovra pensiero non faccio caso al fatto che una macchina sta salendo in senso contrario. La lascio passare, prima e via. Cerco un buco…manco a pagarlo (no non ero effettivamente sul viale zara) curva … evita cratere a destra … evita cinese bardato a sinistra .. uno arriva a 100 all’ora con gli abbaglianti puntati verso di me. Mi butto dentro in un passo carraio e mentre si avvicina abbasso il finestrino già carrrrica.
Si avvicina abbassando io suo e io parto a raffica: Ma deficiente non vedi che  un senso unico, poi cazzo se mi tocchi dentro mi paghi come nuova, idiota, la patente l’hai presa col gratta e vinci? Çé*P?==)(&$%yIO (censura) ..
..
E lui : guarda che il senso unico è da questa parte
Io : hai anche da dire? Ma deficiente anche cieco sei? Un altro cazzo di finto disabile mantenuto dallo stato. Ecco! È da questa parte il senso unico non vedi i triangoli della precedenza sull’asfalto ?
E lui: bla bla bla… bla bal bla… vai su in cima e guarda cretina
E io: certo che vado su in cima e guardo, IDIOTA
Lui passa, io arrivo in cima.. Sogghigno guardando l’asfalto coi suoi bei trangolini.. poi alzo lo sguardo e dove prima c’era un bel divieto rosso bello grande… c’è una freccia bianca e blu .. ..

..
Ma che cazzo han cambiato il senso unico nella notte!!!??????!!

Smi

mercoledì 6 febbraio 2013

Cari uomini… un bel vademecum


L'altra sera sono uscita a cena (panino e acqua naturale, vista la crisi...) con un amico che non vedevo da qualche tempo, uno di quegli amici consolidati e preziosi che si possono permettere di depilarsi i peli sulla lingua e coi quali si parla apertamente di argomenti personalissimi e taboo. Ebbene la prima cosa che mi ha detto prima di entrare nel pub è stata.. letteralmente : “ questo taglio ti fa sembrare più vecchia”.

Puntini di sospensione
Puntini di luuuuunga sospensione

Come potrete ben immaginare tutta la conversazione della serata è stata  filtrata dalla scimmia nel mio cervello e le parole mi sono arrivate  più o meno in questo modo: “ci porti anche le patatine”(tanto lei è vecchia cosa vuoi che sia un po’ di cellulite in più) – “il mese prossimo vado a fare un corso di fitness”(magari ci sono nuovi corsi per anziani a cui puoi partecipare) – “come va al lavoro? (hai fatto richiesta per la pensione?) … e via così per le circa 2 ore passate insieme…
Appena entrata in casa tappa allo specchio del bagno per capire cosa fare per modificare i capelli.

 Ora, voi penserete che io stia esagerando, ma come ben sapete, cari ometti, la donna e la sua mente sono una sorta di buco nero che voi, neanche sforzandovi, nella vostra via lattea fatta di birra-calcio-pompino-divano-moto-iphone  potete capire (si è notata la parola pompino nascosta tra le altre? No vero? ) quindi sappiate che è la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità lo giuro.

Indipercui tutto attaccato, ho deciso di darvi qualche consiglio, e velatamente anche al mio amico…
Iniziamo con i MAI

Punto 1. MAI dire a una donna che il nuovo taglio di capelli la fa sembrare: più vecchia, più tonda, più scarna, più pallida, più vacca, più angelica (che rischia di essere pure il nome di una sua ex amica che le ha rubato il fidanzato) ,più bassa, più alta, qualsiasi cosa che comporto in più o un meno. Notate solo il fatto (apertamente) dicendo: hai cambiato taglio. Se espressamente richiesto rispondete in maniera vaga e ampia: stai bene (un must) o se proprio non siete bravi attori e lei sta malissimo puntate su : bel taglio, vanno molto così quest’anno. NON AGGIUNGETE ALTRO perché rischiate turbe psichiche, pianti,disperazione,incazzatura e ripercussioni.
Punto2. MAI ridere mente mettete in atto quanto descritto nel punto 1. Questo aumenta gli attacchi di panico femminili e i dubbi sulla veridicità della vostra prova di attori drammatici.

Punto3. MAI fare riferimenti all’età di una donna se non espressamente richiesto, nel qual caso piuttosto che farla sentire più vecchia chiedetele  “come è andata la verifica di matematica di venerdì scorso” anche se fuori contesto.
Punto4. MAI fissarti a guardare un punto qualsiasi su di lei. Penserà di avere un capello bianco/un occhio pendulo, una macchia sul vestito, una smagliatura evidente, la carta igienica attaccata alle scarpe, un pezzo di rucola in mezzo ai denti (ecco però magari cibo a base di rucola se uscite con qualcuno che non sia vostro cugino non prendetelo care donnine) e diventerà isterica

Punto5. MAI guardare in giro mentre lei sta parlando, penserà che non ve ne frega niente di quello che dice e tirerà fuori dalla borsa di 1 metro x 2 che ha appoggiato sulla sedia vuota un bel paio di piatti provenienti direttamente dall’orchestra sinfonica della Scala e ve li suonerà sul naso per attirare la vostra attenzione.
Punto 6. MAI navigare su FB/cinguettare/mandare messaggi ad altre persone perché da quella borsa potrebbe estrarre una mazza da baseball e spaccarvi il telefonino.

Punto 7. MAI sedersi di sbieco con le gambe incrociate e di semiprofilo perché sicuramente lei ha letto su donna moderna/gioia/elle/io/vanityfair/cosmopolitan/intimitàdellafamiflia/gente/tvsorrisiecanzoni/ panorama/casacountry/gq/naturalstyle che è un chiaro segno di disinteresse e rifiuto nei confronti dell’altro.
Punto8. MAI chiedere se va tutto bene. Prima di tutto lei penserà qualcosa nel suo aspetto fisico possa indicare che è stanca, non sta bene, il trucco non è perfetto, forse dovrebbe iniziare a truccarsi, il reggiseno super push up è diventato molle quindi lui si distrae dalle tette e pensa, e poi penserà che tu sai qualcosa che lei non sa iniziando una serie di messaggi subliminari e messaggi su whatsapp per sapere cosa tu sai che lei ignora.

Punto9. MAI tirare in ballo le sue amiche, anche se non te lo dice lei è sempre gelosa delle sue amiche. Solo lei ne può parlare e tu devi mostrarti interessato ma non troppo per non destare sospetti ma non chiedere mai niente tu per primo.
Punto10. MAI chiederle se prende il caffè: lei resterà poi sveglia tutta la notte per effetto della caffeina subissandoti di messaggi e guardando tutta la tua bacheca e le tue foto di facebook commentandole o mettendo mi piace a qualsiasi cosa.

 
Bene, direi che per oggi può bastare, per domani voglio tutto l’articolo a pag. 5 di Donna Moderna Pocket su quanto deve essere corta una gonna per essere sexy senza essere battona, a memoria, e una bella dichiarazione scritta che coi capelli corti non sembro più vecchia.

GRAZIE
Prof. Sminky

giovedì 20 settembre 2012

TORMENTONI 1 - INTELLIGENZA 0

Bella giorna
ta, temperatura gradevole, auto col pieno. Situazione ideale per scivolare fuori dalla cruda realtà e sorvolare sul mondo immersa nei pensieri. La radio parla, urla direi, dal momento che stamattina mi sono svegliata con le orecchie tappate e sono più sorda del solito, ma io percepisco un vago ronzio e le parole entrano ed escono letteralmente dalle mie orecchie senza lasciarne traccia. Un pò Joyce e un pò V. Wolf nella mia testa si susseguono un milione e mezzo di argomenti diversi, situazioni, pensieri, dibattiti, ricordi seguendo la bucherellata e altalenante linea immaginaria dello stream of conscoiousness. Le vacanze, il lavoro, la cena, la voglia di sushi latente e ricacciata nello stomaco da mesi e mesi, le infradito, la pioggia, il freddino, l'erba del giardino, oh cazzo il semaforo rosso.. Quand'ecco che attaccato al semaforo sberluccica un enorme lucchetto... ovviamente mi abbaglia, io cerco di mettere a fuoco e nel frattempo da dietro parte un bel concerto di clacson ... quindi riparto... ma mi chiedo.... ma come può venire in mente a una persona di attaccare un lucchetto a un semaforo per sigillare??? rendere pubblico??? portare fortuna??? a una storia d'amore? Considerando che si tratti di ragazzini, perchè mi rifiuto di pensare che un over 30 possa anche solo pensare di fare una cosa del genere, ma quanto cavolo prendono di paghetta dai genitori considerando che un lucchetto piccolo per l'armadietto della piscina costa almeno 5 euro????? - considerazione economica - Ma come gli viene in mente di attaccarlo a un semaforo di sera (spero.. perchè se l'hanno fatto di giorno e nessun passante li ha riempiti di mazzate la mia fede nell'umanita vacilla preoccupantemente)?? Non hanno un coprifuoco, dei compiti da fare, degli allenamenti, dei genitori che gli attaccano una corda al piede per non farli allontanare da casa????? - considerazione educativa - Ma se uscisse un libro che descrive il buttarsi da un aereo senza paracadute come un messaggio d'amore assoluto e alla moda, tutta sta gente si butta da un aereo? - considerazione personale - ... bene.... ............ Mondadori? Buongiorno... vorrei proporvi di pubblicare il mio nuovo libro.. Ah guardi un successo assicurato... per un target di adolescenti .... si pegni d'amore .. quel genere li .... si i protagonisti muoiono.... un esempio .... si sa un modo per risolvere il virus dell'idiozia giovanile.... salvaguardia dei monumenti .... si no ma muoiono in nome dell'amore eterno.... me lo pubblicate? Titolo?? ah si AMORE CHIAMA IL 113 Smi

martedì 31 gennaio 2012

Once you Potter you can't stop

Ebbene lo ammetto, sono inciampata in un pozzo e mi sono svegliata su una firebolt svolazzando sulle torri di Hogwards, non proprio per scelta in realtà. Mi è stato messo in mano il primo libro alla mia partenza verso l’ospedale per l’operazione al crociato, e dal momento che il precedente possessore del libro, tal principe mezzosangue blu e mezzosangue babbano mi chiamava tutti i giorni chiedendomi “Dove sei arrivata? Dove sei arrivata?” mi sono obbligata a leggerlo. Un po’ il fatto che sia nato come libro per i ragazzini e non le anziane zoppe 35enni, un po’ l’aver già visto il film e un po’ la morfina…. L’ho letto più per dovere che per vera e propria ispirazioni fantasy .. e per lo stesso motivo ho letto anche il secondo … ma poi è arrivato il 3… e allora l’autentico piacere si è un tantino impossessato di me… un tantino è… giusto quel leggero interesse che ti fa leggere 800 pagine in 2 giorni e mezzo ( a discapito di cibo, acqua, sonno, igiene personale, sole, vita insomma) e ridere o piangere a seconda delle occasioni.

Rapita letteralmente dalle pagine e dai personaggi, dalle formule magiche e dalle creature della foresta proibita (ecco, dai ragni giganti un po’ più terrorizzata che rapita) dai dubbi e dai misteri, dal quidditch e dalle favole di Beda il Bardo. Harry Potter? Sì…. Ma anche Fred e George, ma che Sirius, Lupin, neville, Luna e Silente, James e Severus, Dobby e Malfoy,  persone non personaggi, amici non comparse. Ben diversa dai film (come sempre accade) la saga di Harry Potter è un mondo intero, con personaggi, animali, piante, case, trasporti, quadri che si muovono… così  irreale da essere reale, chi del resto non ha mai desiderato una bacchetta magica, la smaterializzazione, volare e preparare una pozione d’amore? Beh… un sacco di gente, io per prima, e nei 7 libri tutto questo è plausibile. Raccontato talmente bene che nessuno si fa delle domande o si stupisce se per entrare in una sala bisogna dire la parola magica a un quadro, o se la posta te la porta un gufo (del resto ci abbiamo provato anche noi coi piccioni no?)

7 libri in un mese, vero che sono a casa in cazzeggiante attesa che il ginocchio si riprenda ( certo che al San Mungo probabilmente mi avrebbero fatto ricrescere il legamento in una notte invece che aprirmi e farmi 7 buchi …)e adesso….. adesso che fa George senza Fred a mandare avanti  I Tiri Vispi Weasley? Ridete pure… ma io da quando ho finito il libro me lo chiedo…. 

Una bella droga… certo non è che proprio sia innocua per il cervello e crea certamente dipendenza … ma ti fa decisamente volare in un altro mondo … quando leggi l’ultima parola senti che ti mancherà qualcosa senza il mondo magico… e che è ora di ricercare il numero 1…..


Oddio la dipendenzaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!

Smi

venerdì 28 ottobre 2011

Si bravo tu... ma non per me

Ci sono persone a cui piace fingere di vivere in un libro o in un film, e ripetere nella propria vita quello che hanno letto e che gli è piaciuto. Svegliarsi una mattina e pensare al capitolo 5, e sorridere pensando che nonostante tutto arriverà il capitolo 8, lei sarà tra le tue braccia per tutta le notte e nove mesi dopo sul tuo terrazzo i girasoli piantati quel giorno saranno alti come te e staranno sbocciando.

Devo ammettere che anche io da piccola, magra, bruttina e triste adolescente, amavo sognare di essere la protagonista di uno dei miei libri, o di uno di quei film a lietissimo fine la cui protagonista bruttina e coi capelli rossi alla fine diventava una figa pazzesca e si fidanzava col supercampione del liceo, con un castello a Neuchatel e una ferrari rossa come i suoi capelli.
Ma poi si cresce, e ci si rende conto che la vita reale non solo è diversa, meno a lieto fine forse, ma è molto più imprevedibile e soprattutto ha un sacco di pagine bianche da scrivere a proprio piacere.
Certo i libri letti così come le esperienze fatte ci restano dentro e ad un certo punto fanno parte del nostro vissuto, dal momento che il nostro cervello distrattamente si dimentica di aprire una nuova cartella chiamata “libri & co.” E butta tutto in “c:\users\sminky\documents\ricordi vari” ma se ci si punge con un ago o ci si scotta mentre si stanno preparando dei biscotti al cioccolato per lo zingaro che vive su una barca sul lago, ci si rende conto che quella è la vita di qualcun altro, la fantasia di qualcun altro.
Il rischio è che tutti piantino girasoli e disegnino cuori sui parabrezza delle auto, tutti bacino al contrario come spiderman, tutti  vadano al louvres a leggere i segni nella Monna Lisa, tutte facciano le puttane sul viale zara aspettando  che Richard incapace di usare il cambio manuale, si fermi con la limousine li davanti.
Un tantino surreale direi… oltre che poco fantasioso.
Rassicurante, come una foto in bianco e nero che nasconde i difetti, ma altrettanto sterile.
Allora io preferisco una macchia casuale a forma di cuore sul letto, dopo aver fatto l’amore con il principe azzurro che ricevere un mms con le dita a forma di cuore. Impazzisco per una parola sussurrata nella notte e una mano che mi cerca svegliandomi a una lucchetto attaccato a un palo.
Lascio le finzioni e i dèjà vue a chi non ha di meglio da offrire, io scrivo le mie pagine bianche con lacrime e sangue… reali.



Smi

giovedì 29 settembre 2011

maschilismo?? Maddai??!!

Ebbene al tramonto del 2011 si pensa che l’emancipazione femminile sia ormai un dato di fatto. Ah sì? Le donne sono uguali agli uomini? Stessi diritti, stessi doveri… siamo proprio sicuri?


Ammetto che mi piace sentirmi donna, essere la parte debole della razza umana, quella da proteggere, quella da corteggiare, quella da aiutare. Non mi piace però essere considerata “segretaria” invece di “impiegata” , “sottoposta” invece di “collaboratrice”. Non mi piace quando un nano con l’ego di una montagna si sente autorizzato a urlare come un pazzo solo per affermare la sua “supremazia” che in realtà è solo un titolo di responsabile di ufficio. Quando sbuffa nel suo ufficio e fuma il sigaro a dispetto di tutte le leggi antifumo italiane, quando butta le pratiche sulla scrivania come se stesse lanciando la canna da pesca nell’adda, quando corregge qualsiasi cosa ritenga errata con la PENNA ROSSA come alle elementari, correggendo anche cose che gli si dimostrano essere corrette.

Ma che si fa in questi casi? Si cerca di parlare con l’ufficio personale, di far presente la situazione, di segnalare gli abusi di potere, e si ottiene …. Ah sì … si ottiene che vengono liquidate tutte le denuncie (compresa la violazione della password definita dall’azienda stessa strettamente personale e segreta e… toh la stessa definizione gli viene casualmente data da un certo signor garante della privacy). Succede che si da adito a questo personaggio che la sera quando va a dormire mette a ripetizione continua “una settimana da Dio” di reclamare per negligenze false … documentatamente false. Di lamentare maleducazione subita, quando invece è maleducazione gratuita da parte sua verso qualsiasi essere vivente che osi non fare l’inchino quando passa e far invece notare che alcune correzioni non sono dovute così come i modi e i toni utilizzati. Si giustificano risposte come “qui vige l’arte di arrangiarsi” quando una collaboratrice (non sottoposta, collaboratrice) chiede spiegazioni su come fare qualcosa.

A questo punto mi sorge un dubbio… ma lo schiavismo non era stato abolito anni e anni or sono? Ma l’azienda non ha il dovere di indagare e proteggere i suoi dipendenti e l’immagine della propria azienda? Ma uno deve per forza assumere un avvocato e vincere una causa a una azienda per venire ascoltato ?

Cazzo mi sono addormentata e mi sono risvegliata nel XVII secolo?

Smi

martedì 14 giugno 2011

Ghiaccio bollente.... (e poi succede che...)

E poi succede che il primo giorno di sole invece che scaldarti ad un tratto ti congeli.


Come se un guerriero seminudo e tutto tatuato discendente da una tribù di cannibali ti sparasse un proiettile di ghiaccio da una cerbottana colpendoti dritta al cuore per poi mangiarti..
E allora ti senti cadere, senza ben capire cosa è successo con quella sensazione di immobilità, incapace di pensare, di muoverti. Avete mai provato quella sensazione, quella di quando nei cartoni animati la fronte si riempie di righe nere verticali e una specie di flash si espande tutto intorno?

Ecco quel flash.. ma gelido, io l’ho sentito dentro.

Una frase, una semplice frase, un po’ brutale ma.. che mi sono cercata, mi ha riportato con i piedi… o meglio con il culo per terra. Facendomi sentire un idiota che non ha mai ben pensato esattamente a cosa stava facendo, a cosa volesse, a cosa cercasse. Forse non cercavo nulla. In realtà credo che non stavo cercando proprio nulla.

Seguivo un onda, una sensazione, un niente, seguivo e basta. E non mi ci trovavo male su quest’onda. Ma le onde arrivano a riva.. e si spengono… a volte gradualmente e a volte travolgendoti e dandoti in pasto a uno squalo… se sei fortunata… o a un cannibale, se sei nel posto sbagliato e lui ha fame…

Non so nemmeno dire quanto ci sono rimasta male… quel proiettile mi ha congelata li… tipo statua di cera, cerco di capire se sto respirando ma non ne sono neppure sicura.. congelata.

In questo momento quell’esercizio sul lasciarsi cadere e avere fiducia nelle compagne che ti prendono al volo fatto durante il team building mi verrebbe benissimo. E senza materassino sotto. Senza sbattere le ciglia. Senza stringere i denti. Ah si, sarei la regina della puntata del team building del martedì.

Eppure non è niente di eclatante. E’ un pezzetto di verità buttata li… nero su bianco. Come mai colpisca così tanto vedere qualcosa che in realtà si sa già.. è uno dei misteri della vita, come quello dei ragni che appaiono magicamente mentre faccio la doccia e che mi costringono a entrarci con un hawayanas in mano, e quello della madonna di Fatima.

Ma fa più male.

Forse un giorno smetterò di sanguinare. E Forse un giorno gli asini voleranno.

Smi

lunedì 13 giugno 2011

More than words ...

Qual è la differenza tra uno scrittore e uno “scrittore dei poveri”?

La capacità di seguire il corso della storia indipendentemente dal proprio stato d’animo. La capacità di continuare a scrivere un episodio buffo in modo divertente anche se hai il cuore a pezzi e vorresti scrivere una lacrimevole pagina di diario. Oppure di descrivere in modo commovente la perdita del migliore amico della protagonista mentre sei euforica perché hai ricevuto un messaggio che ti fa sussultare il cuore e vedi tutto rosa e con un sorriso a 52 denti stampato in faccia.

Io non lo so fare.

Se sono a pezzi dentro, dalle mie dita escono solo piccoli rimasugli del mio cuore che si sbriciola e punti aperti delle suture delle mie cicatrici, il tutto bagnato da lacrime q.b , un pizzico di sale e un po’ di prezzemolo tritato a scrittura ultimata.

Così la storia di Emily, che alla fine ha o avrà, spero, una specie di senso logico e di linea temporale, è stata scritta saltellando da un capitolo all’altro, da una parte di storia all’altra a seconda dell’umore della sua creatrice, della sua vita oscillante tra altissimi e bassissimi, della quantità di spritz ingurgitati la sera prima o del risultato della partita della settimana, delle lacrime versate sul cuscino che ormai credo sia più umido dell’hammam alle terme di monticello, di un messaggio inaspettato ricevuto che scalda il cuore più velocemente di quanto si scaldi la caldaia del ferro da stiro, della quantità di ore dormite durante la notte.

La cosa buffa è che nonostante tutto non credo che sarò mai capace di scrivere escludendo i miei sentimenti. Quindi al diavolo quel metodo tanto predicato al liceo per scrivere i temi, che prevedeva uno schema preliminare composto da introduzione, e via i suoi 3-4 punti salienti, svolgimento.. con tutti i suoi punti necessari e parte conclusiva.

Io prendo un ascensore e vado su e giù per la mia storia, a volte chiudendo gli occhi e schiacciando un tasto dell’ascensore a caso, a volte usando le scale per non sentire la sensazione del vuoto allo stomaco.

Forse…

Forse non è così male essere uno scrittore di serie b … o serie c… o magari anche di prima divisione.

Forse quello che conta è esprimere qualcosa che qualcuno possa capire, o forse qualcosa che aiuti te stesso a far uscire quello che hai dentro e che ti fa male e ti brucia così tanto che ti consumerebbe, o che è così grande e scoppiettante che non puoi contenere.

Forse…

Forse non riesco a smettere di scrivere.

Smi

lunedì 18 aprile 2011

??? ma...??? e tu ?????

Non molto tempo fa ho fatto un colloquio per un lavoro in un agenzia di quelle che si occupano di selezione. A parte il delirio per arrivarci a Milano coi mezzi, e grazie al fantastico programmino dell’iphone sono alla fine arrivata davanti al campanello giusto..


20 minuti di attesa, mezz’ora di test con domande generiche per valutare la preparazione e poi… poi mi chiede: Tu ti consideri ottimista o pessimista?
Di getto ho risposto “ottimista!!” un po’ anche perché dire pessimista quando ti presenti per un colloqui non è mai una buona idea..
Poi però finito il test sono uscita e mentre vagavo tra i mille pedoni, i tram e le M di Metro che chissà perché mi fanno sempre e solo pensare al Mcdonald’s mi sono ritrovata a pensarci.

Ottimista…

Sono quelle domande le cui risposte non sono mai del tutto vere o del tutto false. Oppure le cui risposte vere non si possono dire perché le persone poi non ci crederebbero e ti farebbero le menate.
Come chiedere : sei vivo o morto? La risposta sembra ovvia: sono vivo, se no mica ti risponderei.. eppure.. io di morti ne conosco un sacco… i morti in piedi, i morti di fame, i morti di figa…. Voi no?
Eppure uno di loro non ti dirà mai: si io sono un morto… un morto di fame.. ma vah.. la risposta che esce dalle labbra è sempre : VIVO..
Compro un biglietto, salgo sulla metro e mi tengo stretta a un palo, portandomi la borsetta davanti in modo da poterla sempre vedere e continuo a pensarci…
E se mi avesse chiesto “ti ritieni estroversa o timida?” io avrei detto timida.. poi però qualcuno sarebbe entrato dalla porta ridendo e urlando: Tuuu??? Ma che cazzo dici? E via un coro di risate come nei vecchi telefilm americani con pubblico in sala… allora avrei risposto : estroversa.. mentendo.
Perché non lo sono. Sono espansiva. Non estroversa. Sono di compagnia, non estroversa. Me la so cavare da sola in mezzo a una città sconosciuta, ma continuo comunque a essere timida.
Perché uno quando risponde a queste domande si deve sentire condizionato da quello che la gente pensa di lui?.. ehm.. di lei in questo caso? .. perché uno non può liberamente dire quello ceh è, che pensa, che sente senza poi essere sommerso da un coro di “che cazzo dici” “ma va oh” e risate comprensive di spintoni… e quindi poi sorridere e dire ok dai avete ragione..

Non avete ragione per niente…

Potrei essere pessimista in realtà.. cioè.. se mando un messaggio poi sto col tel in mano ad aspettare al risposta e non riesco a fare a meno di immaginarmi quale potrebbe essere… poi mi dico.. ecco… hai pensato che sarebbe così quindi non ti risponderà, o ti risponderà il contrario… e fisso il telefono…
Ecco non risponde… ecco non dovevi scrivere…. E via per delle ore… e per milioni di altre cose…
Ecco stasera non ho messo le calze rosa e quindi non gioco.. ecco una volta che esco io lui non c’è…
Ufff…….. ma quindi?

Scendo alla mia fermata, risalgo andando nella direzione opposta, salgo le scale, vado dritta per 5 metri, a tezenis giro a destra, suono il campanello. Mi aprono automaticamente, rientro nello studio e aspetto i soliti 20 minuti… finchè appare l’esaminatore di prima :

“scusi ma lei …?”

“Sì… mi rifaccia la domanda di prima .."
"..." "Lei è pessimista o ottimista?"
"Sognatrice... vale? "

Smi

martedì 8 febbraio 2011

E poi succede sempre così ..

Stare a casa ammalati è sempre un rischio...
finisce che vorresti fare il milione di cose che non riesci mai a fare quando sei in ufficio ma non puoi perchè stai male e perchè non puoi uscire, allora ti guardi in giro.. vedi la montagna di vestiti accatastata sul calorifero, stirata, solo da mettere nell'armadio, la scatola dei calzini da rimettere insieme, il pavimento, la polvere, le tende ... naaa le tende no, gli scontrini e le fatture per il 730 da sistemare... poi ti giri dall'altra parte, accendi il pc e apri Fb.... e un oretta se ne va....
poi ti decidi a uscire dal letto... antibiotico, fazzoletti e accenti la tv...
e dopo aver fatto passare tutti e 999 i canali di sky e aver trovato solo puntate dei simpson,fururama e american dad già viste (ma i griffin??), la signora fletcher, dawson creek (ma che ci faceva lucas in quel telefilm..mica me lo ricordavo...) e film in bianco e nero, schiacci il pulsantino di mysky e guardi cosa hai registrato negli ultimi 6 mesi...
glee - già visto ieri
csi - già visto ieri
avatar . mmm troppo impegnativo
l'era glaciale 3 - mmmm
i love shopping - mmm
l'uomo che fissava le capre - naaaa
... ffffffff
indecisione totale,.... un visto e stra visto cartone che però mi fa ridere e intanto posso fare altre cose, oppure una commedia divertente con un lieto fine in cui l'amore trionfa, fuochi d'artificio, e vissero tutti felici e contenti? ..
non so perchè ma le commedie di questo tipo, che prima guardavo e riguardavo e adoravo, e piangevo come una fontana ma riguardavo mille volte (vedi "nessuno può mettere Baby in un angolo") non riesco più a guardarle..
cioè, da bravo essere umano di sesso femminile amo le commedie, le storie d'amore e i lieto fine, ma ... ma già non sono tanto coi piedi per terra di mio, vedere tutti sti casini che finiscono sempre con un bacio sotto il vischio o a 100 metri sotto il livello del mare.. mi mette tristezza...
li finisce tutto bene, come nei sogni ad occhi aperti, e invece quando di squoti e la nebbia svanisce da davanti ai tuoi occhi... le cose non sono mai così.. ma proprio mai...
o lei all'inizio è una sfigata pure bruttina e lui un figo pazzesco e poi lei diventa strafiga e lui si innamora (in realtà lei si toglie gli occhiali e si fa le sopraciglia... ) .. oppure son fighi tutti e due ma ci sono degli impedimenti (lei non  è una cheerleader oppure lui non è ricco, cose serie insomma) e poi arriva la fata madrina e sistema tutto...
al che tu come sempre ci credi e ti commuovi e piangi conme una fontana e per una settimana cerchi sotto il letto dove cavolo è la tua fata madrina....
io sotto il letto ci ho guardato per 34 anni... ma la mia fata madrina mi sa che ha cambiato residenza....
ok guardiamo l'era glaciale 3...
...
Smi

giovedì 6 gennaio 2011

Ti seguo ogni notte ...

Ho aperto la copertina azzurra e argentata con un po’ di timore.. è sempre pericoloso leggere il libro precedente di uno che ti è piaciuto molto.. nella sua semplicità di libro “da relax” mi sono ritrovata nel mondo di Roger e Rosita, degli amici d’infanzia e quelli nuovi, dei casi della vita, della scelta tra cose semplici e cose complicate… e in uno splendido loft, con vista mondo.

Roger per me aveva il volto di una amico giornalista del “Corsivo”, ad Aosta, un po’ per il petto compatto, un po’ per il suo secondo lavoro di giornalista per una radio minore, e forse per questo mi ci sono affezionata parecchio.

Rosita invece era una e tutte le mie compagne di squadra under… under 18, o under 16 , presenti e passate, con l loro modo fantastico di vedere la vita e di vivere le tragedie quotidiane di brufoli e capelli (in realtà quelle le vivo ancora anche io a 34 anni..) e l’ansia e l’importanza dei sms. Incredibile come Luca si è calato in quel mondo a parte fatto di “Strabbello”, di “lo mollo, no lo amo, no lo mollo”, di “Oddio mi ha guardata adesso muoio”, di squilli e di musica sentita in due con un auricolare a testa.

In tutto questo la favola… della bella fioraia fuori età e del ragazzo in carriera che in fondo è sempre il solito bravo ragazzo di provincia..ups..del girotondo, che si monta la testa quanto basta ma rimane anche un po’ coi piedi per terra… e si innamora… di quella giusta.

Ciò nonostante ammetto che a tratti facevo il tifo per la misteriosa Stella… e non ho capito se era felice della vita che si era scelta o se avrebbe preferito la follia e l’avventura… ma proprio per questo lei rimane Stella..

Tutto questo condito da un profumo speziato ed orientale, un parroco come il mio, ripreso dai vecchi paesani per aver festeggiato il suo compleanno in discoteca, un parroco di quelli che ce ne vorrebbero mille insomma, personaggi che potrebbero essere i miei vicini di casa, beh… tranne Morgana.. e un atmosfera in cui tutto sembra così complicato ma anche così semplice, da farti sorridere e a volte squotere la testa…

L’ho bevuto…

Ora ho tutta la tua bibliografia nel mio bagaglio… attendo quello nuovo con una certa impazienza..

Smi

giovedì 30 dicembre 2010

E che il 2011 sia....

Che il nuovo anno sia pieno di bollicine e di brindisi
Che sia chiaro e trasparente,
Pieno di avvenimenti che scaldino il cuore e la mente;
Che sia quello buono,
che ti faccia continuamente dire: "Toh, va già che ore sono.."
Un anno che nasca e finisca solo con dei gran sorrisi.


Che il 2011 sia fatto molto più di alti che di bassi
Con promozioni, premi,e tante soddisfazioni,
Che non ti faccia ripetere in continuazione "eh ma che coglioni…"
Un anno che veda il fiorire di una nuova attività,
O che migliori notevolmente quella che hai già
In modo che se ci fosse una punta di cattivo umore immediatamente ti passi.


Questo è l’augurio che faccio a te, ma anche a me :
Che il 2011 ti porti tutto quello che di più bello c’è.


Smi

mercoledì 24 novembre 2010

Unità di misura della stanchezza....

E poi la gente si chiede come si fa a capire quando uno è stanco….

Cioè uno dice ooohhh come sono stanco, ma come fai a capire se è vero o se è solamente uno scansafatiche? C’ho il metodo! Ebbene sì ce l’ho, non fate quella faccia li da increduli, vi dico che ce l’ho e ve lo dimostro.
Il metodo di misurazione della stanchezza si basa su.. quando e quante volte vedete la luce degli abbaglianti accesa mentre state guidando nonostante abbiate acceso solo gli anabbaglianti.

Cosa sono quelle facce? L’ho collaudata io stessa!!!
Un paio di settimane fa mentre tornavo dagli allenamenti ho avuto l’impressione di vedere la lucina bli degli abbaglianti accesa. Così in un lampo, allora appena me ne sono accorta sono tornata a guardare il cruscotto ed era spenta. Ho fatto delle prove, pensando che magari si fosse fulminata in quel momento (la lampadina… non io) e per un po’ in superstrada sono andata avanti ad accendere e spegnere gli abbaglianti..
Poi ho smesso quando mi sono accorta che tutti quelli che venivano in senso contrario rallentavano e mettevano giu il cellulare pensando che li stessi avvertendo di un posto di blocco…. (se siete tra quelli scusate e sappiate che era per motivi scientifici che lo stavo facendo, puramente scientifici..)
Arrivata a casa ho smesso di pensarci, ma nei giorni successivi continuava a ricapitarmi lo stesso fenomeno… mentre guidavo tac all’improvviso sta luce blu..
Allora le ho provate tutte, sono andata su google a cercare quali combinazioni di colori fanno il blu, pensando che magari la luce verde delle altre luci, con i lampioni fuori, o i riflessi delle insegne, il tutto che va a finire esattamente nello stesso punto, postessero illuminare di blu proprio dove c’è l’icona delle luci….

Poi mi sono ricordata che lavoro in una azienda di stampa e ho spiegato l’episodio in foto incisa chiedendo chiarimenti sulle composizioni dei colori….
Ne ho ricavato due monetine da 1 cent, un caffè gratis e un “mavaiacagare”, con solo una bustina di zucchero e senza il cucchiaino…
Allora ho pensato che chiaramente ci doveva essere una spiegazione plausibile, e che magari la luce, in corto circuito fosse visibili da alcune angolazioni e quando il volante è girato in un certo modo e quindi non la nasconde… quindi ho guidato per più o meno 50 km guardando ogni due secondi il cruscotto, rischiando di battezzare tutti i guardrail per non girare il volante e passando almeno sopra 2 o 3 rotonde e un paio di pantaloni che non ho ancora capito che cosa ci facevano sulla briantea.

Accantonata anche questa spiegazione ho iniziato a pensare che la mia macchina mi stesse prendendo per il culo, o che qualcuno potesse averla manomessa per farmi credere di avere un problema (… non si accettano commenti a riguardo…) e quindi ho deciso di coglierla di sorpresa, facendole degli aguati…
Tipo fischiettando nel bel mezzo della strada fingere di guardare il paesaggio e poi tac, con un velocissimo movimento guardare il cruscotto.. oppure fingere di rallentare a un semaforo e poi tac, girare il volante e guardare il cruscotto… mai riuscita a vedere la luce blu.
Eppure mentre guido con la coda dell’occhio la vedo , giuro la vedo è lì. Sfuggevole ma assolutamente BLU!!!

Ecco, calcolando che ho passato due settimane a cercare una spiegazione e a capire perché non riesco a vederla quando voglio ma solo quando decide lei, ho calcolato che dopo la seconda volta che la vedi entri nel vortice del dover capire dove, come e perché appare… e impazzisci… cioè lo stess proprio ti prende e ti strattona come se fossi il peluche preferito del mio cane….
Quindi l’unità di misura della stanchezza è .. il numero di apparizioni della lucina blu degli abbaglianti, la soglia critica sono due… e dopo due settimane…. Non sei stanco…. Semplicemente ti sei addormentato nel parcheggio della tua ditta appena ti sei seduto in auto, prima ancora di accenderla, e stai facendo un sogno decisamente delirante……

O forse no....

Smi

domenica 17 ottobre 2010

Murder, she wrote...

Eccomi qui, seduta x terra perché se salgo sul divano mi segue anche il cane, che dopo aver intravisto il re non giocare come al solito contro l’inglesino Murrey che non figura tra i miei preferiti, e aver visto segrate pendere al tie breack con due errori in attacco, finisco per caso su una serie di episodi INEDITI e in prima visione… della signora flatcher, o la porta sfiga, come la chiama mia mamma..

Eppure per me ha sempre un certo fascino… cioè ormai lo so già chi è l’assassino in ogni puntata, so già che il detective di turno (compreso il papà di “nessuno può mettere Baby in un angolo”) è sempre un emerito idiota e che i completini di Jessica lascerebbero senza fiato i pittoreschi esperti di “come ti vesti?”, che a cabot cove, paese di 15 abitanti o poco più ogni volta che arriva qualcuno da fuori ci rimane secco (e nessuno s fa delle domande…) e che la bici con qui vanno in giro è ormai un reperto archeologico gelosamente custodito ai musei vaticani… nonché al museo delle cere a Londra…. Però … però mica cambio canale….

E’ un po’ come quando mangi una caramella che non ti fa impazzire, ma che se ritrovi in tasca rimetti in bocca lo stesso… ancora.. e ancora…. E allora sei scemo.. eh sì è così…. Però succede….

Dovrebbero modernizzarlo, cioè mettere prima della fine una doppia scelta…. Con due finali diversi, almeno cambia qualcosa…. No? Sarebbe carino…. A un certo punto un bel fermo immagine e una domanda… se credi che l’assassino sia in nipote di Jessica premi il tasto rosso, se credi che l’assassino sia il maggiordomo premi il tasto verde… io una volta tanto vorrei che l’assassino fosse quello sfigato del nipote, almeno se ne sta in galera per un po’ e la pianta di cacciarsi sempre in mezzo ai casini e dover chiamare la zia a trovare il vero colpevole. Mio papà sostiene che in realtà l’assassina sia sempre lei, Jessica , e che poi droghi degli innocenti convincendoli a confessare con l’ipnosi…. Beh sarebbe una novità almeno…..

Oh è arrivato il postino…. Una raccomandata x me? … che ci sarà dentro?... un biglietto aereo?... Per il Maine?????  Firmato  Yours sincerely, J.B.F.

Oh cazzo……mi sa che stavolta sono io l’assassino… o la vittima…
Smi     

venerdì 24 settembre 2010

Donnez moi une suite au Ritz .....

Lo so lo so è un sacco di tempo che non scrivo sul mio blog, le scuse sono le solite, il lavoro, gli allenamenti, la sala pesi, il cagnolino nuovo, le mezze stagioni, la pioggia che arriccia i capelli, il phon che si è bruciato, le scarpe che ho dimenticato forse in palestra forse non so, le lenti a contatto che si sono spostate…

La realtà è un po’ così e un po’ no. Ah si gli impegni sono decisamente troppo, ma a volte mi chiedo se sarei capace di tagliarne qualcuno.. o se invece mi annoierei e cercherei altri impegni… eppure mi piace il fancazzismo… però obiettivamente dopo un po’ mi annoia… o meglio se avessi un sacco di soldi, ma proprio tanti di quelli che ti permettono di fare la bella vita senza lavorare e senza preoccuparti di niente.. di cose da fare senza diventare pazza ma tenendomi occupata tutto il giorno ne troverei….

Un bel corso di barca a vela… bello!! Vivo sul lago, vuoi mettere un bel corso di barca a vela ?!!! certo poi dove la metto…. Ah no sono ricca, la metto un po’ dove mi pare, mi costruisco anche un garage in mezzo al lago se mi va per parcheggiarcela e lo coloro di fuxia e blu elettrico, così le anatre lo vedono anche con la nebbia e non ci vanno a sbatter contro…

Poi..mmm.. beh certo dell’attività fisica… aerobica, yoga che fa molto madonna, piscina q.b., sauna, massaggio, tisanina depurativa e bagno termale… che tanto da qui a bormio o boario in elicottero ci metto veramente pochissimo…

Pranzo leggero, in un bel ristorantino, altro che panino al volo al bar , sonnellino nel pomeriggio, passeggiata col cane (e il dog sitter, mica che Roger tiri troppo e mi si rompa un unghia… santo cielo!!) shopping, doccia trucco, parrucchiere, aperitivo, cena e via alle serate mondane….

Senza esagerare che poi la mattina se no il visagista mi dice che sono sciupata né ….

Ma in fondo chissà se è questa la vita che vorrei…..

….

….

ok ho detto una cazzata…..

salve, mi da un win for life? Grazie…



Smi

domenica 8 agosto 2010

Holiday time ...


…e Poi si va in vacanza. Mesi mesi mesi ad aspettarle e poi ti passano via in un attimo. Un male? Ma anche no… dopotutto se non finissero non sarebbero vacanze, ma abitudine. La cosa bella è quello che ti lasciano, il sorriso, la ricarica, lo stare bene e l’avere qualcosa in più.


C’è chi ama la vacanza visitante, la così detta mazzata con le scarpe comode, in cui ti alzi all’alba e, guida alla mano, giri come una trottola fino a sera, cena, doccia nanna, sveglia e via da capo. Vacanza tipica di alcuni luoghi stupendi (vedi Roma dove andrò tra poche ore) dove ci sono talmente tante cose da vedere che non vuoi perdertene nemmeno una. Quando torni da questa vacanza hai il cervello e la macchina fotografica che scoppiano e la soddisfazione dipinta in volto… in pratica sei la gioconda con le scarpe da ginnastica.

C’è chi ama fare il solitario, tenendosi alla larga da tutto be da tutti, prediligendo la compagnia di libro, carte, ombrellone e mare. Quando torni hai la testa e la macchina fotografica vuote ma neanche unha ruga e il viso rilassatissimo.

C’è chi ama tutto. Il paesaggiolevisiteilcasinoleamicizieunbuonlibrodormirefaresnorkelingballare e chi più ne ha più ne metta. Questa è la vacanza che piace a me.

Location piacente e non estremamente impegnativa, buona compagnia da trovarsi in loco, una PICCOLA guida, un materassino (tassativamente da distruggere a morsi dopo aver ingaggiato una dura lotta per domarlo e montarci sopra all’1 di notte in mare) piscine a gogo, un rent a car, schiuma per il capello riccio e tendente al selvaggio, un libro, anche due, carte da scala 40 (ad altro non so proprio giocare) e quando torni… quelle rughe intorno agli occhi invece che affievolirsi sono più evidenti. La macchina fotografica è piena di foro e quando ripensi alla settimana passata sorridi, non aiutando quelle benedette rughette ma notevolmente riempiendo il cuore. Torni che hai i colori più belli del mondo, quelli del sole del mare e delle risate sincere non solo negli occhi ma anche nel cuore.

I nuovi amici, spettacolari. I vecchi da cui torni, saranno sommersi di racconti.

Smi

lunedì 5 luglio 2010

Quando il fulmine arriva ...


Ci sono momenti in cui il tuo corpo reagisce a degli stimoli senza che tu lo voglia, o te ne renda conto, per effetto del cervello che se ne va per i fatti suoi chissà dove e chissà perché da degli impulsi che non dovrebbe dare.

Così succede che se sei convinto di una cosa ma non ne hai le prove, ci pensi e ti fa male, ma rimane li nel limbo, mentre nel momento in cui ne hai la certezza il tuo cervello lancia un impulso a caso che velocissimo arriva al tuo cuore che si ferma un secondo per poi battere a mille all’ora, ai tuoi occhi che si spalancano, ai tuoi polmoni, che per un attimo smettono di respirare, alle gambe che non sono più capaci di tenerti in piedi e per ultima senti una fitta…
Nonn saprei come spiegarla è… una scossa, un lampo a ciel sereno. Ti sorprende e non sai in grado di difenderti, perché sei tu stesso che l’ai creata. Non fai in tempo a nasconderti sotto un albero, a correre, a fermarla.
In quel momento tu non capisci più niente. Sei come Doroty portata via dalla tromba d’aria. Non ti escono le parole, non sai pensare ad altro, non sai reagire, non sai. Ecco non sai, e allo stesso tempo non sei.
Non sei tu, non sei li, non sei conscio.

Quando il lampo passa… inizia la pioggia. Torrenziale, forte, infinita, accompagnata dalla sua amica nebbia e dall’umidità che ti si inserisce fino alle ossa.
Vorresti che scuotendoti, esattamente come fanno i cani, tutto se ne andasse, bagnando qualcun altro, scrollando via acqua,pensieri,tutto..
Ma non funziona, oltre alla difficoltà reale dello scuotersi, tecnica sconosciuta a noi esseri senza …oh Dio senza no, diciamo con pochi peli, quando smetti di sbattere le varie appendici del tuo corpo all’impazzata, ti viene solo un gran senso di vertigine… e tanta tanta nausea. Quindi a meno che non si abbia un travelgum in tasca sconsiglio vivamente l’esperimento.
Quindi questa sensazione resta. Non c’è modo di mandarla via. Durante la nebbia post fulmine non riesci a smettere di pensarci. Parli d’altro, magari sorridi, magari lavori, ma la tua testa è altrove. Chissà come è possibile questo fenomeno, questa finzione. Stare male dentro e pensare ad altro ma rispondere a una domanda, fare un sorriso, aprire una commessa e fare una caduta macchina. Forse è questo che ci distingue dagli animali, la capacità di pensare una cosa e dirne o farne un’altra. Però poi ti ritrovi a scrivere un nome in una casella xls piena di calcoli matematici, a fissare una persona perché.. perché mio Dio quanto ci assomiglia, a far gocciolare il ghiacciolo sulla dita dei piedi, senza nemmeno sentire la sensazione di freddo, di bagnato, di appiccicaticcio… a mettere il piatto in pattumiera e la buccia di banana in lavastoviglie.
Eppure lo sapevi, quel lampo non è a ciel sereno, lo sapevi. Eri preparato. E allora perché colpisce? Perché il parafulmine non era li, nonostante lo sapevi che ne avresti avuto bisogno e che il momento di usarlo sarebbe arrivato.
Forse qualcuno l’ha rubato. Forse era un parafulmine placebo.
Forse, in questi casi, ci si chiede perché l’evoluzione non si è fermata a qualche stadio precedente.


Smi