giovedì 20 agosto 2009

Back for good


Ebbene si cari amici, è tempo di ricominciare. Finite le vacanze si torna al lavoro e si comincia una nuova stagione pallavolistica in quel di Muggiò.
Le premesse sono ottime, le ragazze splendide.
Ieri sera primo appuntamento pre-preparazione con chi, già tornato dalle vacanze, aveva nostalgia della palestra... o bisogno di scrollarsi di dosso le ragnatele dell'estate, come vi pare. Il risultato è che ogni volta che entro in palestra e ne esco con il sorriso mi ricordo del perchè a 32 anni mi sbatto ancora per andare ad allenarmi quasi tutte le sere tornando a casa tardissimo e arrivando di conseguenza al lavoro la mattina con l'occhio a mezz'asta e lo sbadiglio perenne. E ieri sera dopo la doccia ero sbiadita, con la pelle che mi si staccava solo a guardarla (quindi mi sono vestita a occhi chiusi con risultati pessimi e, ovviamente, maglietta al contrario) i capelli selvaggi, le ginocchia tremanti ma un gran sorriso, e una gran voglia di ricominciare.

E allora ricominciamo, stasera ore 19.00 seconda puntata de: il volley in bianco rosso... e da domani preparazione seria.

Se state pensando a un format per un reality ... scordatevelo, le telecamere in spogliatoio non entrano! ma dal 5 Settembre siete i benvenuti sulle comode gradinate della nostra palestra...e mi raccomando, si tifa Muggiò !!


Smi

martedì 28 luglio 2009

Lontano dagli occhi......


Stamattina mi sono svegliata con questo dilemma in testa :
ma oggi, in quest’era tecnologicamente avanzatissima dove non si può vivere senza i-pod, i-phone, facebook, msn, skype e via dicendo…. sarà ancora vero che lontano dagli occhi…..
-Ma la mattina non hai altro a cui pensare?- direte voi….
Effettivamente non avete tutti i torti, ma stamattina è così, e finche non trovo una conclusione, logica o illogica non ha alcuna importanza, questa domanda mi continuerà a ronzare nella testa, tra il cervello e il cervelletto, dopo la rotonda sempre dritto, poi girare a destra verso le meningi, secondo semaforo a sinistra e via, siamo al punto di partenza e si continua a girare in tondo, come quando il navigatore si fissa che devi per forza fare quella strada anche se è un senso unico… nell’altro senso.
Ebbene, dopo essere stata in fissa per 15 minuti con la testa appoggiata sulla mano sinistra, quando ormai le lenti oltre ad essersi incollate agli occhi si sono anche seccate e hanno tutto il contorno arricciato, ho trovato la mia conclusione.
Sì. Però No.
Profonda vero? Ne è valsa la pena rubare 15 minuti al lavoro per giungere a una conclusione di cotale livello…ahhh sisisisi.
In realtà le distanze oggi non sono più assolutamente un limite, non si va più neanche in bagno senza il telefonino (il nuovo samsung touch screen ha infatti inserito l’applicazione: carta igienica umidificata), sei out se non hai msn e almeno una volta al mese accendi la web cam mentre chatti, i sms ormai si scrivono da soli perché appena digiti la lettera A sulla tastiera del telefono, lui sa già cosa vuoi scrivere e a chi, e le compagnie telefoniche fanno a gara a chi raggiunge prima i 1.500 sms al minuto, ogni minuto. Facebook ti permette di ritrovare persino i compagni dell’asilo e di vedere attraverso le foto e le info personali cosa esattamente hanno fatto nei 25 anni in cui non vi siete visti. Come si fa ad essere lontani?
Eppure, per chi, come me, ha costantemente bisogno del contatto fisico, del calore umano, a volte ci si sente lontani comunque. Quindi sarei propensa a dire si, è ancora valida questa frase…
Recentemente ho però scoperto che a volte essere lontani ti permette di parlare e di conoscere le persone in un modo che se fossero vicine non potresti fare, o meglio non riusciresti.
Leggi i messaggi con maggiore attenzione, li aspetti con maggiore voglia, sorridi quando senti il suono del telefono, annoti le cose che vuoi dire alla persona lontana in modo da non scordartene appena la sentirai e poi immancabilmente ti perdi via parlando di tutt’altro, così solo dopo aver attaccato trovi il post-it con gli appunti.. e allora ti senti e ti scrivi, e ti dimentichi, e riappunti, e nel frattempo hai un'altra milionata di cose da condividere, e poi… e poi quando ti vedi è come se la distanza non fosse mai esistita, perché nonostante il milione di cose su cui aggiornarsi e la voglia di sentirlo questo benedetto contatto umano, la lontananza riempita da questi mezzucci tecnologici è diventata semplicemente attesa.
Si è trasformata, accorciata, colorata, e non è più lontananza.
Soprattutto non esiste più il “lontano dagli occhi” ..nè dal cuore. E’ solo lontano dalle dita, dalla pelle, dalle labbra... solo…ripeto io sono un’ accanita fan della fisicità, ma ammetto che la mancanza riesce ad essere minimizzata, parzialmente riempita,ecco.
Ed ecco il perché del Sì..però No…
Che detto in termini tecnologicamente avanzati, come è giusto che sia vista l’era in cui siamo sarebbe un:
“Hoy,come dici? Ti manco? Ok, domani ci sentiamo su Fb o msn, lunedì ti chiamo e merc facciamo un full immersion in touch( full touch con tastiera ergonomica :D ), bacio.”

Smi

martedì 7 luglio 2009

Lost... on the Garda Lake


Appena tornata dall’ennesimo green volley, 24 ore ovviamente, con tende, sacchi a pelo e tutto il resto, rimango sempre con un espressione indecisa tra la risata scomposta nel ricordo delle avventure passate e la nostalgia x l’esperienza finita. Ammetto che quest’ultima dura molto poco, all’incirca dal mercoledì mattina al mercoledì sera perché sabato si ricomincia da capo, altro green, vecchi e nuovi amici tutti insieme.
In eredità da questo week-end infatti abbiamo due ombrelloni, una piscina gonfiabile e nuove amicizie, o conoscenze diventate amicizie e pian piano il gruppo si allarga, cambia forma ma la sostanza è sempre quella e il divertimento è assicurato.
In 5 minuti abbiamo creato la squadra x il prossimo torneo, tra una partita a carte, una partita a pallavolo (eh…ogni tanto ai tornei si fa anche quello) un saltello in piscina, una dormita, una spalmata di crema e qualche scherzetto eccoci qui, anche il nome abbiamo già creato. In 2 minuti ci siamo anche collegate a internet e la squadra è stata iscritta. Con chi giocherò? Una cara amica e 3 ragazze intraviste di sfuggita ai tornei, mai presentate, ora unite nell’assurdità del nostro nome di squadra e nei due giorni passati sotto lo stesso ombrellone a morire dal ridere. Il mio compito è prendere i top e scrivere i nomi e i numeri, e son già pronta a portare pennelli e colori in ufficio di nascosto domani, per portarmi avanti.
E’ incredibile come l’esperienza di stare tutti a stretto contatto anche solo per pochissimi giorni unisca le persone, voglio dire, ok se vai in campeggio per 15 giorni insieme, o se cade l’aereo e finisci su un’isola deserta infestata dagli “altri” e dai superstiti del progetto dharma, ma 2 e dico 2 soli giorni…
Questa, signore e signori, è la magia dello sport.
Benjamin Linus chi è in confronto all’organizzatore che sta tutto il giorno ad urlare al microfono muovendo i fili di noi burattin-giocatori e segnando le nostre sorti sull’isola fatta di campi da pallavolo, piscine, rocce, paludi, docce improvvisate, bagni improponibili, mostri inverosimili (soprattutto dopo un paio di coca e havana) e tendopoli dove dormire??
Il risultato però è lo stesso… i sopravvissuti si sentono legati e accomunati da un’esperienza che crea una complicità unica, e tanta, tanta voglia di rivedersi e vivere nuove avventure insieme... cercando anche di capire che cavolo stavamo facendo su alcune foto improbabili e in pose improponibili i cui significati sono nascosti in qualche angolo sperduto nella nostra mente, che solo dopo svariate sedute di ipnosi di gruppo riusciremo a ricordare…

Smi








mercoledì 1 luglio 2009

It can't rain always.... o forse sì ..


Esiste un modo x fermare le lacrime?
Se lo trovate ditemelo perché in 32 anni io il segreto per chiudere il rubinetto non l’ho mai trovato.
Ho però sperimentato almeno un milione di modi per nasconderle, mimetizzarle, bloccarle temporaneamente (di solito questo succede quando ormai mi sono completamente disidratata tipo mela grinzosa) e almeno un milione di scuse per gli occhi e il nasone rosso tipo renna di babbo natale.
Le lenti, il vento, l’allergia, qualcosa in un occhio, troppo tempo davanti al pc. E c’è chi ci crede. Ma non io… quindi appena mi giro mi ricordo del perché stavo piangendo e via… si rompono gli argini un’altra volta.
Eh si che non sono una frignetta. Non lo sono mai stata, almeno per quello che ricordo. Beh a eccezione delle cose commuoventi …però quando mi prende il magone……
Credo sia una questione di stato d’animo. Quando sei a terra per qualche motivo, o preoccupata o insomma non sei al massimo…qualsiasi cazzata mi fa perdere il controllo delle emozioni e via…un bell’acquazzone.
Il problema è che a volte mi coglie alla sprovvista. In macchina che guido e canto beata a un certo punto mi viene un pensiero e giù…. A flotti. Un paio di volte ho fatto partire i tergicristalli non capendo che stava succedendo e da dove veniva tutta quell’acqua… poi mi sono accorta che era dentro la macchina, non fuori.
E li che fai? Eh..niente ti fai del male, continuo e mentre passo il mcdonald, il maxisport, l’uci cinema, il mascheroni, molteno e finalmente entro nell’attraversamento una miriade di pensieri tristi e sepolti da qualche parte della mia testa escono insieme alle lacrime precedenti portandone altre. Si tengono tutti per mano, non c’è verso di staccarli, come un treno che ad ogni stazione aggiunge dei vagoni… diventa lunghissimo e te stai li in macchina fermo al passaggio a livello che guardi i vagoni che si susseguono e li conti…e aspetti che finiscano.
Certo ti vedrebbe voglia di staccarne qualcuno, alzare le sbarre e passare..ma non puoi. Devi stare li e guardarli passare uno dopo l’altro, ognuno coi suoi graffiti, i suoi passeggeri, l’aria fredda o calda, i bagagli, i lost and found.
Parcheggio e mi do una sistemata…. Forse gli occhiali da sole a mezzanotte non sono indicati… e come li copro sti occhi?? meno male che il mio parrucchiere ha deciso che mi stava bene la frangia… così mimetizzo.
Appena entrata in casa provo l’estremo rimedio. Apro l’acqua nella doccia e la faccio scorrere per un pò, mi spoglio lentamente lasciando i vestiti sul pavimento e mi butto sotto l’acqua bollente.
Alzo la testa verso il getto e resto li. Immobile, ad ascoltare il rumore, sentire il calore e il picchiettio dell’acqua sulla mia faccia.
Passa? No.
Ma non mi accorgo più che sto piangendo perché il getto trascina giù le lacrime confondendole e scaldandole, e mi sembra di stare bene. Mi sembra di aver vinto e di aver fermato il flusso.
A volte le cose che sembrano vere ti fanno stare meglio, basta convincersi che lo siano davvero.

Smi

lunedì 29 giugno 2009

Pensieri di una pallavolista… in erba


Ed ecco qui l’estate…. ah l’estate…. stagione di vacanze, w.e. al mare, relax, cinema la sera, passeggiate, cene all’aperto, ri-passeggiate, pub e amici, luce fino a dopo le 9 di sera……
……
Per voi magari.
Noi pallavolisti siamo differenti.
Chi è fortunato ed è già in pausa estiva dagli allenamenti (e son pochi) ha la scheda estiva di mantenimento o le serate sui campi da beach per non perdere la mano, noi “sfortunati” facciamo allenamento. Avete idea di cosa voglia dire stare chiusi in una palestra con sto caldo, anche dopo le 8 di sera? Beh... avete presente quando siete in sauna, mezzi nudi, con tutte le goccioline di sudore che scendono, il capello che si attacca alla testa, la sensazione di incollarsi ovunque ci si appoggi e la lingua di fuori a penzoloni? Ecco ora immaginatevi nella sauna con addosso: calze, mitzuno da palestra, ginocchiere, mutanda, pantaloncino, reggiseno sportivo, maglietta e tutte le dita scotchate col tape. Aggiungete la bottiglia dell’acqua calda alla quale basterebbe solo aggiungere una bustina per avere dell’ottimo the caldo…. Piacevole eeeehhhhh!!!! Ma noi del volley siamo un po’ così… masochisti x scelta e per piacere.
Eppure io non ci rinuncerei mai. Allenamenti tecnici senza la pressione del campionato..ma quando mi ricapita dato che il campionato dura da settembre a maggio/giugno?
E nel w.e… green volley, beach volley, 24 ore di green o in palestra.
Il sabato mattina la sveglia suona alle 7.00 … la spengo ¾ volte poi parte quella del cellulare lasciato volutamente in cucina, così mi devo alzare per forza. Con l’occhio spento mi trascino alla porta sbattendo fortissimo il piede contro la gamba del letto e mi butto in doccia porcando e pensando: Giuro che è l’ultima volta. Il sabato si riposa, ci si alza a mezzogiorno, si fa la spesa con calma-…. Perché io devo stare tutto il santo giorno sotto il sole a sudare, cercare di evitare di sembrare un panda togliendo ogni tanto gli occhiali, e scottarmi la fronte e le spalle lasciandomi quei bei segni dei top incrociati sulla schiena???
Perché sono una pallavolista.
Straight, simple, clear.
Non è possibile rinunciare a giocare a freddo rischiando di lasciarci qualche articolazione e di incazzarsi in un 4 contro 4 in campi improponibili. A guardare le avversarie del campionato che si sfidano tra di loro o giocano insieme. A sentire le cazzate dei ragazzi che tra una birra e l’altra ogni tanto si ricordano che stanno giocando pure loro, sulla nostra stessa grande aiuola nel centro delle varie città lombarde. A ingozzarsi di piadina o salamela tra un arbitraggio e un match all’ultimo sangue. A scambiarsi le news del volley mercato che impazza in questi giorni e a ritrovare vecchie compagne finite chissà dove, ma rientrate a casa a fine campionato.
E la domenica? Da capo…sveglia alle 7, costume,top,pantaloncini,calzini bassi per diminuire il segno di quelli del giorno prima… e via.. di nuovo tutti in quell’aiuola pronti a ricominciare da capo…. Solo che dopo i festini obbligatori del sabato sera, invece che acqua si trasuda alcool puro…. Quindi meglio star lontano dai fumatori per qualche ora… A fine torneo, qualche scambio di premi tra chi ha già una cosa e chi ne vorrebbe un’altra, e poi?? Beh.. cena ovvio… tutti insieme di nuovo.
Tutto questo è divertimento allo stato puro, amicizia allo stato puro e amore per il volley allo stato puro. Il lunedì mattina appena mi siedo sulla mia monoposto a 4 ruote davanti alla scrivania (ovviamente parlavo della mia sedia….) è solo uno il pensiero che mi passa e ripassa per la testa: non ho più il fisico per fare ste cose, questo è masochismo allo stato puro… è ora di smetterla!!
Driiiinnn
Si pronto? … quando^???? Questo w.e.? si sono libera perché? Green volley? …. Tenda? …. Certo che ci sono!

Smi

venerdì 19 giugno 2009

C'era una volta un sogno... e c'è ancora


Quei 2 biglietti sono sulla mensola da natale, come su un altarino, da parte al calendarietto e davanti ai nanetti portafortuna.

Tutti i santi giorni da 6 mesi li guardo....controllando che sian veri... l'ologramma c'è, il marchio c'è... devono essere veri!!!! passano i mesi e finalmente il 18 giugno 2009 arriva, e mi preparo ad andare a vedere loro, i Depeche Mode tanto attesi in italia dopo l'european tour del 2006. Con largo anticipo partiamo aspettandoci una coda assurda... ma effettivamente l'anticipo è molto largo... alle 6 siam già seduti li nel secondo anello blu, in curva davanti al palco anche se abbastanza lontani da vedere le persone un pò più grandi delle formiche che stanno passeggiando sulla mia scrivania (oh..che fate qui??? sciò...) 3 ore di attesa e l'emozione sale... fino a che eccoli arrivare sul palco... Dave è ancora vestito.... ma giusto il tempo di finire la prima canzone e già compare il gilerino argentato sul retro e completamente aperto sul davanti. Ed è già amore. parte "Wrong" e son già in trans, in piedi che saltello e batto le mani o le muovo a tempo non mi accorgo neanche più della grassona da parte a me che mi dispensa culate mentre ondeggia. Ogni tanto qualche odorino di canna mi assale, a volte quanche urlo nell'orecchio, a volte vengo rapita dalla vista di un infinità di mani che ondeggiano o battono insieme a ritmo. Questo è un rapimento in piena regola, manca solo la richiesta di riscatto!!!!

Non riesco a togliere gli occhi dal palco, dividendomi tra i passi e le braccia aperte di Dave, e le immagini ingrandite sui due schermi laterali. Sono piccoli e lontani eppure dopo un pò li vedo così vicini , un pò come quando gli occhi si abituano al buio, si abituano evidentemente alla distanza... mettono a fuoco, diciamo.

2 ore di brividi, vibrazioni e occhi lucidi mentre canto e ascolto, e guardo e mi muovo.

Le luci, i video sullo schermo, le immagini in bianco e nero, i colpi della batteria... magnificent (come direbbero gli u2). Dave ha zampettato e urlato per 2 ore.. alla faccia dei 50 anni e dell'operazione. E che voce...che voce!! Altro che Thank you ad ogni break, sono io che vi ringrazio, certe emozioni ti entrano prepotentemente nel petto oltre che nella testa. E io continuo ad avere la pelle d'oca.

Grazie depeche, e tornate presto.

Smi

venerdì 29 maggio 2009

C’è chi nasce con gli occhi blu…e chi con la coda di paglia…


A 32 anni suonati ormai dovrei conoscere ed essere abituata alle stranezze delle persone che mi circondano… eppure ogni volta rimango basita davanti ai misteri della mente umana.
Vi è mai capitato che mentre state parlando qualcuno vi interrompa dicendo: “ lo so cosa stai pensando”…ma cosa sai te????
Sei il mago Othelma? Superman? Il quinto dei Fantastici 4?
E in più riescono a leggere le tue parole mentre stai parlando con una persona a 10 km di distanza…”sìsì so io cosa vi stavate dicendo..” Hai vinto i campionati mondiali di lettura delle labbra col cannocchiale?
Ma dai smettiamola di farci i cazzi degli altri. O meglio di inventarceli.
Ma il problema sta non tanto nella sindrome del Big Brother (non in questo caso specifico almeno), ma in un’altra brutta roba: l’avere la coda di paglia.
Non so bene per quale processo mentale, noi esseri umani, tutti (perché vi assicuro che anche il mio gatto ha una gran coda di paglia…) quando abbiamo la coscienza sporca prendiamo male qualsiasi affermazione o situazione e siamo convinti che tutti parlino proprio del nostro “segreto”. Capita anche a me, lo ammetto, ma c’è modo e modo di reagire. Ovviamente se sono andata addosso a una macchina nel parcheggio, ammaccandola lievementissssimamente e ho deciso che non era il caso di lasciare un bigliettino…. e poi uno mi entra in ufficio dicendo: - Che nervi ho trovato un’ammaccatura sul paraurti!! – è ovvio che penso subito che sia colpa mia (è solo un esempio … non mi chiamate tutti adesso dicendo che avete un bozzo sulla macchina, non sono stata io!!!). Però c’è gente che reagisce in modi assurdi e vede complotti dappertutto.
Se io ammacco lievemente il paraurti della macchina dietro la mia e al TG5 annunciano che la polizia municipale italiana ha deciso di pattugliare i parcheggi pubblici per multare chi non denuncia eventuali danni provocati agli altri mezzi, mi pare chiaro che non ce l’hanno con me! Certo, direte voi, e invece no! C’è gente pazza a questo mondo, assolutamente paranoica!
Basta scrivere in msn “Io odio le mosche” riferendoti a un moscone fastidioso che ti perseguita dalla mattina in ufficio e che non riesci a far uscire dalla finestra, che almeno 10/20 dei tuoi contatti si sentono profondamente offesi perché pensano che tu ce l’abbia con loro. MA ALLORA????? Se dico mosca, ce l’ho con la mosca, se no dicevo Mario, Luigi, Federica!!
Se sapete di aver fatto qualcosa di male, e vi sentite presi in causa da un’affermazione … aprite la bocca o msn e fate una bella domanda diretta “ce l’hai con me?” oppure più genericamente “che c’è?” senza farvi mille menate e andare in giro a guardare male le persone perché pensate abbiano detto, fatto, riferito qualcosa che vi riguardi.

Si vive molto meglio !!! Oppure, ancora meglio, evitate di fare o dire cattiverie in modo da tenerla pulita sta povera coscienza… echeccazzo!

Smi