Ho deciso di aprire una rubrica... il meglio e il peggio del volley, ovvero la vita di una pallavolista cronica, gli aspetti positivi e quelli negativi.
Come mi è venuta st'idea insana? stasera sono passata a trovare un amico convalescente con uno zampone in via di guarigione, e chiacchierando davanti a una pizza ci siam chiesti....
ma poi.. cioè prima o poi... smetteremo di giocare????
un minuto di silenzio.....
Naaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
quindi tornando a casa mi son messa a pensare ai lati positivi e quelli negativi di questa dura dura vita da pallavolista...
poi mi è arrivato un sms da una mia compagna e il verdetto di oggi è
Volley sìsìsì
il motivo?
la squadra, le compagne, la condivisione di allenamenti, pre, post, partite, pizza,viaggi interminabili in pulman, risate, delusioni, gioia... e l'unione che questo crea, a volte perchè non sempre la squadra è un vero gruppo, ma quando succede è davvero bellissimo.
E direi che quest'anno questo aspetto certo non manca.
Gli sport di squadra ti danno decisamente qualcosa in più, ti riempiono cervello e cuore, ti fanno sentire l'appartenenza a un gruppo, ti fanno sentire parte di qualcosa di bello, di importante.
Oggi pollive in alto per te,caro mondo del volley
Smi
giovedì 25 novembre 2010
mercoledì 24 novembre 2010
Unità di misura della stanchezza....
Cioè uno dice ooohhh come sono stanco, ma come fai a capire se è vero o se è solamente uno scansafatiche? C’ho il metodo! Ebbene sì ce l’ho, non fate quella faccia li da increduli, vi dico che ce l’ho e ve lo dimostro.
Il metodo di misurazione della stanchezza si basa su.. quando e quante volte vedete la luce degli abbaglianti accesa mentre state guidando nonostante abbiate acceso solo gli anabbaglianti.
Un paio di settimane fa mentre tornavo dagli allenamenti ho avuto l’impressione di vedere la lucina bli degli abbaglianti accesa. Così in un lampo, allora appena me ne sono accorta sono tornata a guardare il cruscotto ed era spenta. Ho fatto delle prove, pensando che magari si fosse fulminata in quel momento (la lampadina… non io) e per un po’ in superstrada sono andata avanti ad accendere e spegnere gli abbaglianti..
Poi ho smesso quando mi sono accorta che tutti quelli che venivano in senso contrario rallentavano e mettevano giu il cellulare pensando che li stessi avvertendo di un posto di blocco…. (se siete tra quelli scusate e sappiate che era per motivi scientifici che lo stavo facendo, puramente scientifici..)
Arrivata a casa ho smesso di pensarci, ma nei giorni successivi continuava a ricapitarmi lo stesso fenomeno… mentre guidavo tac all’improvviso sta luce blu..
Allora le ho provate tutte, sono andata su google a cercare quali combinazioni di colori fanno il blu, pensando che magari la luce verde delle altre luci, con i lampioni fuori, o i riflessi delle insegne, il tutto che va a finire esattamente nello stesso punto, postessero illuminare di blu proprio dove c’è l’icona delle luci….
Poi mi sono ricordata che lavoro in una azienda di stampa e ho spiegato l’episodio in foto incisa chiedendo chiarimenti sulle composizioni dei colori….
Ne ho ricavato due monetine da 1 cent, un caffè gratis e un “mavaiacagare”, con solo una bustina di zucchero e senza il cucchiaino…
Allora ho pensato che chiaramente ci doveva essere una spiegazione plausibile, e che magari la luce, in corto circuito fosse visibili da alcune angolazioni e quando il volante è girato in un certo modo e quindi non la nasconde… quindi ho guidato per più o meno 50 km guardando ogni due secondi il cruscotto, rischiando di battezzare tutti i guardrail per non girare il volante e passando almeno sopra 2 o 3 rotonde e un paio di pantaloni che non ho ancora capito che cosa ci facevano sulla briantea.
Accantonata anche questa spiegazione ho iniziato a pensare che la mia macchina mi stesse prendendo per il culo, o che qualcuno potesse averla manomessa per farmi credere di avere un problema (… non si accettano commenti a riguardo…) e quindi ho deciso di coglierla di sorpresa, facendole degli aguati…
Tipo fischiettando nel bel mezzo della strada fingere di guardare il paesaggio e poi tac, con un velocissimo movimento guardare il cruscotto.. oppure fingere di rallentare a un semaforo e poi tac, girare il volante e guardare il cruscotto… mai riuscita a vedere la luce blu.
Eppure mentre guido con la coda dell’occhio la vedo , giuro la vedo è lì. Sfuggevole ma assolutamente BLU!!!
Ecco, calcolando che ho passato due settimane a cercare una spiegazione e a capire perché non riesco a vederla quando voglio ma solo quando decide lei, ho calcolato che dopo la seconda volta che la vedi entri nel vortice del dover capire dove, come e perché appare… e impazzisci… cioè lo stess proprio ti prende e ti strattona come se fossi il peluche preferito del mio cane….
Quindi l’unità di misura della stanchezza è .. il numero di apparizioni della lucina blu degli abbaglianti, la soglia critica sono due… e dopo due settimane…. Non sei stanco…. Semplicemente ti sei addormentato nel parcheggio della tua ditta appena ti sei seduto in auto, prima ancora di accenderla, e stai facendo un sogno decisamente delirante……
O forse no....
Smi
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domenica 17 ottobre 2010
Murder, she wrote...
Eccomi qui, seduta x terra perché se salgo sul divano mi segue anche il cane, che dopo aver intravisto il re non giocare come al solito contro l’inglesino Murrey che non figura tra i miei preferiti, e aver visto segrate pendere al tie breack con due errori in attacco, finisco per caso su una serie di episodi INEDITI e in prima visione… della signora flatcher, o la porta sfiga, come la chiama mia mamma..Eppure per me ha sempre un certo fascino… cioè ormai lo so già chi è l’assassino in ogni puntata, so già che il detective di turno (compreso il papà di “nessuno può mettere Baby in un angolo”) è sempre un emerito idiota e che i completini di Jessica lascerebbero senza fiato i pittoreschi esperti di “come ti vesti?”, che a cabot cove, paese di 15 abitanti o poco più ogni volta che arriva qualcuno da fuori ci rimane secco (e nessuno s fa delle domande…) e che la bici con qui vanno in giro è ormai un reperto archeologico gelosamente custodito ai musei vaticani… nonché al museo delle cere a Londra…. Però … però mica cambio canale….
E’ un po’ come quando mangi una caramella che non ti fa impazzire, ma che se ritrovi in tasca rimetti in bocca lo stesso… ancora.. e ancora…. E allora sei scemo.. eh sì è così…. Però succede….
Dovrebbero modernizzarlo, cioè mettere prima della fine una doppia scelta…. Con due finali diversi, almeno cambia qualcosa…. No? Sarebbe carino…. A un certo punto un bel fermo immagine e una domanda… se credi che l’assassino sia in nipote di Jessica premi il tasto rosso, se credi che l’assassino sia il maggiordomo premi il tasto verde… io una volta tanto vorrei che l’assassino fosse quello sfigato del nipote, almeno se ne sta in galera per un po’ e la pianta di cacciarsi sempre in mezzo ai casini e dover chiamare la zia a trovare il vero colpevole. Mio papà sostiene che in realtà l’assassina sia sempre lei, Jessica , e che poi droghi degli innocenti convincendoli a confessare con l’ipnosi…. Beh sarebbe una novità almeno…..
Oh è arrivato il postino…. Una raccomandata x me? … che ci sarà dentro?... un biglietto aereo?... Per il Maine????? Firmato Yours sincerely, J.B.F.
Oh cazzo……mi sa che stavolta sono io l’assassino… o la vittima…
Smi
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Buonaseeeeeeraaaaaaa
Lo ammetto mi sono data un po’ alla macchia… allenamenti, lavoro, bla bla.. non è che non avessi niente da scrivere, i problema è che se sei in colonna x un ora e mezza cmq non hai molta possibilità di metterti a scrivere… ammetto che ci ho provato.. col cellulare, ma dopo un paio di frenate a 1 cm dal vecchietto col cappello davanti che si fermava a far attraversare dei pedoni invisibili ad ogni attraversamento… ho messo via l’idea..
Poi ho preso un cane.. fantastico, niente da dire, avere un beagle di un mese e mezzo è una cosa fantastica, ma è esattamente come avere un bambino di un mese e mezzo .. forse peggio perché i bambini hanno il pannolino… e nn hanno i denti , non ancora…
Alla fine tutte le cose che avevo nella testa le ho perse per strada…. Probabilmente non erano particolarmente importanti, altrimenti credo che me le sarei ricordate… altrimenti che perdita per l’umanità!! Scherzo, ovviamente. Però sono tornata, anche perché il numero di allenamenti ha finalmente assunto una quantità sopportabile, e posso ricominciare a scrivere.
Buongiorno lettori dei miei assurdi pensieri, e a presto
Smi
venerdì 24 settembre 2010
Donnez moi une suite au Ritz .....
Lo so lo so è un sacco di tempo che non scrivo sul mio blog, le scuse sono le solite, il lavoro, gli allenamenti, la sala pesi, il cagnolino nuovo, le mezze stagioni, la pioggia che arriccia i capelli, il phon che si è bruciato, le scarpe che ho dimenticato forse in palestra forse non so, le lenti a contatto che si sono spostate…La realtà è un po’ così e un po’ no. Ah si gli impegni sono decisamente troppo, ma a volte mi chiedo se sarei capace di tagliarne qualcuno.. o se invece mi annoierei e cercherei altri impegni… eppure mi piace il fancazzismo… però obiettivamente dopo un po’ mi annoia… o meglio se avessi un sacco di soldi, ma proprio tanti di quelli che ti permettono di fare la bella vita senza lavorare e senza preoccuparti di niente.. di cose da fare senza diventare pazza ma tenendomi occupata tutto il giorno ne troverei….
Un bel corso di barca a vela… bello!! Vivo sul lago, vuoi mettere un bel corso di barca a vela ?!!! certo poi dove la metto…. Ah no sono ricca, la metto un po’ dove mi pare, mi costruisco anche un garage in mezzo al lago se mi va per parcheggiarcela e lo coloro di fuxia e blu elettrico, così le anatre lo vedono anche con la nebbia e non ci vanno a sbatter contro…
Poi..mmm.. beh certo dell’attività fisica… aerobica, yoga che fa molto madonna, piscina q.b., sauna, massaggio, tisanina depurativa e bagno termale… che tanto da qui a bormio o boario in elicottero ci metto veramente pochissimo…
Pranzo leggero, in un bel ristorantino, altro che panino al volo al bar , sonnellino nel pomeriggio, passeggiata col cane (e il dog sitter, mica che Roger tiri troppo e mi si rompa un unghia… santo cielo!!) shopping, doccia trucco, parrucchiere, aperitivo, cena e via alle serate mondane….
Senza esagerare che poi la mattina se no il visagista mi dice che sono sciupata né ….
Ma in fondo chissà se è questa la vita che vorrei…..
….
….
ok ho detto una cazzata…..
salve, mi da un win for life? Grazie…
Smi
domenica 8 agosto 2010
Holiday time ...
…e Poi si va in vacanza. Mesi mesi mesi ad aspettarle e poi ti passano via in un attimo. Un male? Ma anche no… dopotutto se non finissero non sarebbero vacanze, ma abitudine. La cosa bella è quello che ti lasciano, il sorriso, la ricarica, lo stare bene e l’avere qualcosa in più.
C’è chi ama la vacanza visitante, la così detta mazzata con le scarpe comode, in cui ti alzi all’alba e, guida alla mano, giri come una trottola fino a sera, cena, doccia nanna, sveglia e via da capo. Vacanza tipica di alcuni luoghi stupendi (vedi Roma dove andrò tra poche ore) dove ci sono talmente tante cose da vedere che non vuoi perdertene nemmeno una. Quando torni da questa vacanza hai il cervello e la macchina fotografica che scoppiano e la soddisfazione dipinta in volto… in pratica sei la gioconda con le scarpe da ginnastica.
C’è chi ama fare il solitario, tenendosi alla larga da tutto be da tutti, prediligendo la compagnia di libro, carte, ombrellone e mare. Quando torni hai la testa e la macchina fotografica vuote ma neanche unha ruga e il viso rilassatissimo.
C’è chi ama tutto. Il paesaggiolevisiteilcasinoleamicizieunbuonlibrodormirefaresnorkelingballare e chi più ne ha più ne metta. Questa è la vacanza che piace a me.
Location piacente e non estremamente impegnativa, buona compagnia da trovarsi in loco, una PICCOLA guida, un materassino (tassativamente da distruggere a morsi dopo aver ingaggiato una dura lotta per domarlo e montarci sopra all’1 di notte in mare) piscine a gogo, un rent a car, schiuma per il capello riccio e tendente al selvaggio, un libro, anche due, carte da scala 40 (ad altro non so proprio giocare) e quando torni… quelle rughe intorno agli occhi invece che affievolirsi sono più evidenti. La macchina fotografica è piena di foro e quando ripensi alla settimana passata sorridi, non aiutando quelle benedette rughette ma notevolmente riempiendo il cuore. Torni che hai i colori più belli del mondo, quelli del sole del mare e delle risate sincere non solo negli occhi ma anche nel cuore.
I nuovi amici, spettacolari. I vecchi da cui torni, saranno sommersi di racconti.
Smi
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lunedì 5 luglio 2010
Quando il fulmine arriva ...
Ci sono momenti in cui il tuo corpo reagisce a degli stimoli senza che tu lo voglia, o te ne renda conto, per effetto del cervello che se ne va per i fatti suoi chissà dove e chissà perché da degli impulsi che non dovrebbe dare.
Così succede che se sei convinto di una cosa ma non ne hai le prove, ci pensi e ti fa male, ma rimane li nel limbo, mentre nel momento in cui ne hai la certezza il tuo cervello lancia un impulso a caso che velocissimo arriva al tuo cuore che si ferma un secondo per poi battere a mille all’ora, ai tuoi occhi che si spalancano, ai tuoi polmoni, che per un attimo smettono di respirare, alle gambe che non sono più capaci di tenerti in piedi e per ultima senti una fitta…
Nonn saprei come spiegarla è… una scossa, un lampo a ciel sereno. Ti sorprende e non sai in grado di difenderti, perché sei tu stesso che l’ai creata. Non fai in tempo a nasconderti sotto un albero, a correre, a fermarla.
In quel momento tu non capisci più niente. Sei come Doroty portata via dalla tromba d’aria. Non ti escono le parole, non sai pensare ad altro, non sai reagire, non sai. Ecco non sai, e allo stesso tempo non sei.
Non sei tu, non sei li, non sei conscio.
Quando il lampo passa… inizia la pioggia. Torrenziale, forte, infinita, accompagnata dalla sua amica nebbia e dall’umidità che ti si inserisce fino alle ossa.
Vorresti che scuotendoti, esattamente come fanno i cani, tutto se ne andasse, bagnando qualcun altro, scrollando via acqua,pensieri,tutto..
Ma non funziona, oltre alla difficoltà reale dello scuotersi, tecnica sconosciuta a noi esseri senza …oh Dio senza no, diciamo con pochi peli, quando smetti di sbattere le varie appendici del tuo corpo all’impazzata, ti viene solo un gran senso di vertigine… e tanta tanta nausea. Quindi a meno che non si abbia un travelgum in tasca sconsiglio vivamente l’esperimento.
Quindi questa sensazione resta. Non c’è modo di mandarla via. Durante la nebbia post fulmine non riesci a smettere di pensarci. Parli d’altro, magari sorridi, magari lavori, ma la tua testa è altrove. Chissà come è possibile questo fenomeno, questa finzione. Stare male dentro e pensare ad altro ma rispondere a una domanda, fare un sorriso, aprire una commessa e fare una caduta macchina. Forse è questo che ci distingue dagli animali, la capacità di pensare una cosa e dirne o farne un’altra. Però poi ti ritrovi a scrivere un nome in una casella xls piena di calcoli matematici, a fissare una persona perché.. perché mio Dio quanto ci assomiglia, a far gocciolare il ghiacciolo sulla dita dei piedi, senza nemmeno sentire la sensazione di freddo, di bagnato, di appiccicaticcio… a mettere il piatto in pattumiera e la buccia di banana in lavastoviglie.
Eppure lo sapevi, quel lampo non è a ciel sereno, lo sapevi. Eri preparato. E allora perché colpisce? Perché il parafulmine non era li, nonostante lo sapevi che ne avresti avuto bisogno e che il momento di usarlo sarebbe arrivato.
Forse qualcuno l’ha rubato. Forse era un parafulmine placebo.
Forse, in questi casi, ci si chiede perché l’evoluzione non si è fermata a qualche stadio precedente.
Smi
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